Il magnifico Giudizio universale di Giotto

Il Giudizio universale di Giotto è un affresco realizzato dal pittore nel 1306 e conservato nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

Nel 1300 Enrico Scrovegni acquistò a Padova il sito di un antico anfiteatro per realizzare la cappella funeraria e il palazzo di famiglia scegliendo Giotto come pittore.

Il motivo che spinse il committente a costruire la Cappella era quello di espiare il peccato del padre e migliorare la reputazione famigliare.

Gli affreschi di Giotto al suo interno ricoprono tutte le pareti oltre che la volta a botte. Lungo le pareti laterali vi sono i due cicli principali dedicati alla Vergine e  a Cristo. Le scene sono di una struggente drammaticità e intensità, gli elementi architettonici e paesaggistici assicurano fama e benevolenza al pittore ma, l’innovazione principale sarà data dal Giudizio universale.

Lungo la parete d’ingresso Cristo giudice è assiso in gloria al centro della scena circondato da una mandorla sorretta da angeli

Le mani di Cristo sono distese e si dirigono verso le scene sottostanti, sollevando alla sua destra coloro che si salveranno e respingendo, alla sua sinistra, i condannati.

Nella parte superiore troviamo una multitudine di angeli, gli apostoli siedono sul trono in una fascia orizzontale alla stessa altezza di Cristo.

La prima tra gli eletti è una donna, Maria che si volta dando la mano ad una figura danneggiata, probabilmente Giovanni Battista. In questa zona una schiera di persone sale verso Cristo mentre, nel lato più buio della scena, quattro fiumi di fuoco discendono dalla mandorla del Cristo verso il basso dove ci sono i dannati torturari.

Al centro, vicino all’arco di ingresso, ai piedi del Crocifisso, la Vergine e due Santi accolgono Enrico Scrovegni mentre un monaco agostiniano regge il modellino della Cappella. In questo modo Giotto rappresenta la volontà di voler offrire un dono a Cristo da parte di Enrico Scrovegni nella speranza di ottenere la salvezza.

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