Simboli e segreti della Cappella Sistina

Il Giudizio Universale è un affresco di Michelangelo Buonarroti realizzato tra il 1535 e il 1541 per decorare la parete dietro l’altare della Cappella Sistina, commissionato dal Papa Giulio II, il dipinto rappresenta i tumulti scoppiati nella chiesa all’epoca della Controriforma.

Michelangelo cerca di riportare il messaggio cristiano nel suo affresco modificandone alcuni aspetti: un aggroviglio di corpi nudi compongono la scena; perfino i Santi sono raffigurati senza veste: Cristo stesso è raffigurato senza vesti, accanto a lui , San Pietro che , è voltato, è rappresentato con la tipica iconografia del Santo: le chiavi del Regno dei Cieli e dell’Inferno. Le grandi dimensioni delle chiavi ribadiscono il potere Pontificio di assolvere o scomunicare contrariamente alla posizione Luterana. San Bartolomeo è raffigurato con il coltello e la pelle segno del suo martirio, il volto che si scorge sulla pelle è quello dello stesso Michelangelo . Il motivo dell’autoritratto è tutt’ora misterioso. San Lorenzo è raffigurato con una graticola metallica su cui venne arso . Secondo la tradizione egli gridò “Da questa parte sono cotto. Giratemi”. Cristo è rappresentato in un’accezione del tutto moderna: è scomparsa la vecchia iconografia del Cristo giudice in trono, ora abbiamo un Cristo giudice possente e irato con la mano alzata nell’atto di dividire i giusti dai condannati. Vicino a lui, sua madre, intimorita dal gesto del figlio, volge lo sguardo verso i peccatori.

Michelangelo fu un genio assoluto: La sua opera suscitò ammirazione e soprattutto, scalpore: a causa della nudità dei Santi , nel 1565 , fu autorizzato un evento censorio sull’opera: allievo di Michelangelo, Daniele de Volterra, detto il “Braghettone” dipinse dei panni per preservare il pudore delle figure.

La maggior parte delle figure sono rappresentate con l’ammirazione di Michelangelo per gli antichi ideali di umana perfezione: la”figura serpentinata” del Cristo infatti, rimanda a statue classiche e il suo fisico possente richiama le immagini dell’ Apollo del Belvedere e del Lacoonte.

Nella zona intermedia i Santi Simone rappresentato con una sega, Filippo con una croce, Biagio con in mano un rastello chiodato, Caterina con una ruota chiodata in mano e Sebastiano con delle frecce e con le mani posizionate a mò di arco, separano gli eletti dai dannati e difendono il cielo dalle intrusioni.

Nell’ultima parte, quella inferiore del dipinto, vengono raffigurate le anime che precipitano negli inferi che cercano di avvinghiarsi e lottare mentre i demoni li trascinano in basso. Una delle figure più particolari è Pietro Aretino raffigurato con le orecchie d’asino e con un serpente che gli morde il membro.

Michelangelo ha rappresentato l’inferno come troviamo descritto nella “Divina Commedia “ di Dante Alighieri: La figura di Caronte conduce infatti i dannati oltre il fiume Acheronte per ritrovarsi al cospetto di Minosse .

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