I tondi nell’arte: Madonna del Magnificat di Botticelli

La Madonna del Magnificat è un opera di Botticelli eseguita tra il 1480 e il 1481 circa. È una tempera su tavola conservata agli Uffizi a Firenze.

Non si conoscono le circostanze esatte della commissione della tavola. La ricchezza di allusioni al Battista, patrono di Firenze, ne fa sicuramente un lavoro di ambito fiorentino.

Alcuni hanno pensato che l’opera fosse stata commissionata dai Medici, in particolare il numero e la composizione dei personaggi raffigurerebbe la famiglia di Piero de’ Medici: la moglie Lucrezia Tornabuoni come Maria, il giovane con il calamaio Lorenzo il Magnifico, accanto a suo fratello Giuliano, dietro sta Maria, mentre le due sorelle maggiori, Biancaa sinistra e Nannina, sorreggono la corona; il bambino in fasce sarebbe la piccola figlia di Lorenzo, Lucrezia.

In realtà si tratta solo di ipotesi, perché la prima menzione certa del dipinto risale al 1784, quando Ottavio Magherini lo vendette agli Uffizi. La composizione ebbe un notevole successo e oggi si conoscono almeno cinque dipinti con lo stesso soggetto, replicati da aiutanti di bottega del maestro (tra cui uno al Louvre, uno alla Pierpont Morgan Library di New York e uno nella Collezione Hahn di Francoforte).

Il titolo, deriva dalla preghiera che Maria rivolge a Dio in occasione della visita ad Elisabetta, ringraziando di essere stata prescelta come strumento dell’incarnazione di Cristo. In questo dipinto tali parole sono scritte da Maria nel libro che troviamo in primo piano. La forma circolare fa supporre che il quadro fosse destinato alla devozione privata probabilmente in un’anticamera o camera da letto.

La composizione è elegante negli accostamenti cromatici, i personaggi assecondano la circolarità del formato in una visuale che pare essere colta attraverso uno specchio.

La mano del piccolo Gesù poggia sul braccio della madre che sta scrivendo , questo è il centro del dipinto in quanto ricorda il futuro compimento delle profezie del Battista e rimanda all’intreccio delle mani sinistre intorno alla melagrana che prefigura simbolicamente la passione di Cristo.

La composizione , magistralmente  riuscita, viene più volte replicata nella bottega di Botticelli. Si conoscono infatti almeno cinque dipinti raffiguranti questo stesso soggetto eseguito dai suoi collaboratori.

 

Fonti: Wikipedia, Philipe Daverio

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